Il marchio Protek scommette sulla ripresa sostenibile e a zero emissioni

(Adnkronos) – In un contesto così complesso dove l’incertezza potrebbe spingere le aziende italiane a chiudersi, lo storico marchio del made in Italy Protek rilancia mettendo al primo posto l’ambiente e dimostrando che scegliere la sostenibilità è un dovere per garantire il futuro alle prossime generazioni. Fondata negli anni Novanta, si è man mano affermata a livello nazionale e internazionale grazie a prodotti di alta qualità, ai numerosi brevetti e alle sue soluzioni originali: dai telai a battente e controtelai per porte scorrevoli concepiti per eliminare completamente l’uso di qualsiasi stipite e coprifilo, fino ai suoi innovativi sistemi di arredo a scomparsa Bigfoot che sfruttano spazi che non si pensava di avere. 

“Molti cavalcano l’ondata green, ma per noi non si è mai trattato di seguire una moda, quanto piuttosto di un impegno concreto e irrinunciabile, segno di responsabilità e rispetto verso il nostro pianeta e verso le generazioni attuali e future”, spiega Giovanni Maggioni, Ceo di Protek. Grazie all’impegno costante di una struttura aziendale volta al raggiungimento di obiettivi qualitativi nella produzione, l’azienda ha infatti ottenuto a maggio 2022 la conformità alla normativa Iso 14001:2015 (Sistema di Gestione Ambientale). 

Un percorso, quello verso l’impatto zero, ulteriormente confermato dal recente ottenimento del certificato ‘Zero Emission Company’, conferito in seguito al raggiungimento della neutralità carbonica per l’anno solare 2022, grazie all’impegno nello sviluppo di energia da fonte rinnovabile. Tramite l’annullamento documentato di certificati Cers (Certified Emission Reductions) e Vcu (Verified Carbon Units), Protek ha compensato integralmente le emissioni di gas serra provenienti da qualsiasi vettore energetico utilizzato, entrando a tutti gli effetti nel club delle Zero Emission Companies. 

Con un occhio a un futuro più sostenibile per l’ambiente e le generazioni future, le azioni di Protek coinvolgono anche l’ultimo step della produzione, quello più evidente agli occhi dei consumatori: l’imballaggio, ora ripensato in maniera 100% sostenibile. La protezione del prodotto durante il trasporto va ora di pari passo alla salvaguardia del pianeta, grazie alla drastica riduzione degli elementi di imballaggio, accuratamente selezionati e 100% riciclabili. Tre soli componenti usati con criterio: carta, legno e plastica. La riduzione dell’uso del cartone, limitato al rinforzo e protezione delle estremità, oltre alla completa riciclabilità del materiale, garantisce un’effettiva riduzione del 66% in termini di emissione di CO2 nell’aria. Il riutilizzo di pallet usati si unisce all’uso di un film tecnico estensibile a 7 strati in polietilene a bassa densità, 100% riciclabile, che assicura le stesse prestazioni dei precedenti imballi con un 70% in meno di materiale plastico. 

Progettazione e produzione interamente eseguite in Italia sono da sempre il marchio distintivo dell’azienda, che da anni persegue concretamente la protezione dell’ambiente, con particolare attenzione alla prevenzione di inquinamenti e sprechi, allo smaltimento corretto dei rifiuti e alla riduzione del consumo di energia e risorse. Un percorso la cui certificazione inizia già nel 2013, con l’ottenimento del marchio rilasciato dal Forest Stewardship Council (Fsc), sistema internazionale di certificazione della buona gestione forestale che assicura la provenienza dei prodotti forestali (legnosi e non) da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo standard ambientali, sociali ed economici.  

Un riconoscimento a cui si aggiunge, sempre nello stesso anno, la certificazione per la produzione di controtelai contenenti legname certificato Pefc, proveniente quindi da foreste gestite con modalità sostenibili e certificate, seguendo i criteri di buona pratica forestale internazionalmente riconosciuti. “Queste importanti certificazioni – sottolinea Giovanni Maggioni, confermano l’efficacia e la validità delle politiche aziendali e produttive messe in atto negli anni, incoraggiandoci ad andare oltre anche in questo, verso un made in Italy non solo di qualità ma anche a impatto zero”. 

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