Carnevale, l’appello del pediatra: “No alle maschere di guerra”

(Adnkronos) – In tempi di guerra anche il Carnevale può lanciare un messaggio di pace. Mentre il popolo della ‘settimana grassa’ si prepara a scegliere se vestire i panni di una principessa o di un supereroe, di un cavaliere o di un pirata, il pediatra Italo Farnetani rivolge un appello ai festaioli e ai loro genitori: “Evitiamo ogni riferimento bellico, non imbracciamo fucili, non impugniamo spade o bastoni, non indossiamo simboli di violenza”, dice il medico all’Adnkronos Salute.  

Premesso che “deve essere il bambino a scegliere il tipo di maschera da acquistare o da modificare dando libero sfogo all’immaginazione e alla fantasia, e in generale è bene che possa optare per i travestimenti più alla moda”, è importante che gli adulti mantengano il loro ruolo di guida alla responsabilità, al gioco sano e al senso del limite, raccomanda il professore ordinario di Pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta. 

Il consiglio ai grandi è di “sfruttare al massimo le opportunità che il Carnevale offre come momento di aggregazione, di identificazione nel gruppo, ma anche in eroi positivi”, ammonisce Farnetani. “Bimbi e adolescenti non vanno mai lasciati soli, ancora di più a Carnevale – sottolinea – I genitori accompagnino il più possibile i figli alle feste, agli eventi in maschera, e organizzino con loro festicciole a casa o a scuola. E’ anche importante che ne curino il travestimento, che capiscano il tipo di costume che i figli preferiscono” come affermazione della loro personalità “e che li assecondino, sempre però guidandoli”.  

Il pediatra dice “sì ai coriandoli e alle stelle filanti”, mentre “evitiamo bombolette spray, sostanze irritanti, eccesso di schiume e soprattutto no a petardi e fuochi d’artificio: non dovranno essere acquistati né messi a disposizione – esorta Farnetani – perché ricordo che non esistono petardi o fuochi sicuri, anche se magari sono in commercio legalmente”.  

“Carnevale sì, ma alla dose giusta” – Dalle festicciole casalinghe ai carri, ai cortei e alle sfilate di piazza, la ‘settimana grassa’ piace ai bimbi di ogni età e anche a chi si prende cura della loro salute. “Una mia ricerca iniziata nel 2006 e in seguito continuamente aggiornata – spiega Farnetani – mostra che l’87% dei colleghi riconoscono la positività del Carnevale come momento di gioco e aggregazione, di movimento e libertà. Sono giorni in cui si può dare sfogo alla fantasia e all’immaginazione”, identificarsi nel gruppo, affermando al contempo la propria personalità attraverso maschere e trucchi.  

Ma se 9 pediatri su 10 promuovono la festa più pazza dell’anno, “c’è un 13% che ne segnala anche i rischi. Pericoli legati agli eccessi” che vanno evitati, avverte il docente. “Attenzione all’abuso di schiume e spray – raccomanda – No alle sostanze irritanti e a qualunque tipo di fuoco d’artificio o petardo”. 

“Il Carnevale alla dose giusta fa bene, anzi molto bene – assicura Farnetani – per lo sviluppo sia fisico sia psico-affettivo del bambino. Ma a una dose eccessiva può fare male, anche molto male. E’ come per i farmaci. Però nel caso del Carnevale i possibili ‘effetti avversi’ non dipendono dalla festa in sé, bensì da come si vive”, precisa il medico lanciando un richiamo alla “responsabilità dei genitori in primo luogo, e poi di tutti gli adulti coinvolti nella custodia e nell’educazione dei piccoli: nonni, zii, insegnanti, animatori”. Sono i grandi a dover “mettere dei limiti” e a ‘somministrare’ la festa con buon senso, affinché – proprio come una medicina – il Carnevale sia benefico e non ‘tossico’.  

“Il Carnevale è un’occasione”, chiarisce il pediatra. “Innanzitutto i bambini escono di casa”, si lasciano alle spalle la ‘clausura’ spesso imposta da tre anni di Covid, “quindi fanno attività fisica, magari all’aria aperta; si incontrano con i coetanei, socializzano e vivono momenti gioiosi. Il Carnevale, inoltre, è importante perché favorisce da un lato l’identificazione nel gruppo e dall’altro l’affermazione di sé. Permette ai bimbi di vestire panni diversi”, quelli del personaggio del cuore, dell’eroe o dell’eroina. Il sogno che per un po’ sembra realtà. “E’ un momento importante proprio per stimolare la fantasia, per aiutare quello sviluppo del ragionamento mentale che è proprio del percorso di crescita di bambini e adolescenti”.  

Ma è proprio fatte queste premesse, insiste Farnetani, che “si capisce l’importanza del ruolo dei genitori e degli adulti in generale”. Anche a Carnevale, è il messaggio del medico, la loro presenza e la loro guida possono fare la differenza nella vita dei giovani. 

(Adnkronos)