Covid, antivirali dal medico di famiglia: cosa dicono Andreoni, Bassetti e Gismondo

(Adnkronos) – Esperti divisi sugli antivirali Covid prescritti dal medico di famiglia. “Esiste certamente l’esigenza di potenziare al massimo la distribuzione degli antivirali in pillola” contro Covid-19, “che si sono dimostrati in grado di ridurre le ospedalizzazioni e la progressione della malattia severa, quindi la possibilità di permettere la prescrizione anche al medico di famiglia potrà semplificare l’accesso a questi farmaci” spiega all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), commentando il possibile via libera dell’Agenzia italiana del farmaco alla prescrizione degli antivirali orali da parte dei medici di famiglia. “Ma serve grande attenzione – sottolinea – sono antivirali di cui va fatta esperienza. Certamente il medico di medicina generale può essere in grado di gestire questi farmaci, ma da parte dell’Aifa è indispensabile una informativa più corretta possibile perché ci potrebbe essere una corsa da parte degli assistiti alla pillola anti-Covid”.  

Per Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, lasciare le prescrizioni delle pillole antivirali contro il Covid ai medici di medicina generale “non risolverà il problema. In un Paese come il nostro, dove non c’è una profonda cultura infettivologica”, farlo “proprio su questi farmaci è un grave errore. La prescrizione prevede la compilazione di un modulo Aifa complesso sia prima che dopo, in più sono farmaci che hanno interazioni importanti con altre molecole. Insomma, mi sembra una decisione populista. Gli antivirali devono essere prescritti con assoluta appropriatezza, altrimenti li sminuiamo. Vedo tanta politica e poca scienza”. Sul perché l’uso di questi farmaci stenta a decollare in Italia, Bassetti chiarisce che “possono essere destinati ad una piccola parte dei soggetti positivi sintomatici, ovvero gravi immunodepressi e chi ha altre malattie. Pazienti – precisa – che è meglio vengano gestiti dal medico di base insieme con uno specialista”. Ma allora quali sono le cause? “Non si sono usati gli antivirali nelle Regioni che non sono state in grado di organizzarsi – dice Bassetti – In Liguria, ma anche nel Lazio e in Toscana, il sistema di distribuzione ha funzionato. Ma la realtà è che non si sono usati perché non tutti possono prenderli”.  

La possibilità, per i medici di famiglia, di prescrivere le pillole antivirali contro Covid-19 “io credo che sarà una svolta nella lotta alla pandemia” commenta Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. Un provvedimento che “avremmo dovuto anticipare almeno di qualche mese, da quando questi farmaci sono stati autorizzati e messi a disposizione”. “E’ una disposizione che aspettiamo da tempo e che dovrebbe farci riflettere – sottolinea – su quante persone non hanno potuto curarsi a causa di inutili lungaggini”. Per questo “la accogliamo con entusiasmo”, continua l’esperta. “Adesso però – precisa – così come si è fatto giustamente con i vaccini” anti-Covid, “bisogna aiutare la classe medica a formarsi sull’impiego più corretto di questi farmaci e a utilizzarli, perché sappiamo che purtroppo giacciono in gran parte inutilizzati” per via della burocrazia, “ma anche perché non c’è abbastanza conoscenza – puntualizza Gismondo – Quindi bene questa opportunità, e facciamo in modo che, grazie alla formazione, gli antivirali orali vengano impiegati per i pazienti che ne possono beneficiare”.  

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