Giornata del sollievo, ‘nessuno sia lasciato solo nel tunnel della malattia’

(Adnkronos) – Incontri pubblici di sensibilizzazione, formazione nelle strutture sanitarie, visite gratuite in ambulatori di terapia del dolore, stand di associazioni di volontariato nelle piazze, convegni e corsi di formazione per operatori sanitari e volontari. Sono alcune delle iniziative previste per la 22esima edizione della Giornata nazionale del sollievo, domenica 28 maggio. La presentazione oggi a Roma con il ministero della Salute, Orazio Schillaci, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, insieme a Vincenzo Morgante, presidente della Fondazione nazionale ‘Gigi Ghirotti’ onlus.  

Come ogni anno, la Giornata del sollievo offre l’occasione per focalizzare l’attenzione sulla risposta che il nostro Paese riesce a dare a una fondamentale quanto legittima richiesta di ogni malato: “Quella di non sentirsi abbandonato e solo durante la malattia e di non soffrire inutilmente”, ricorda la Fondazione Ghirotti. Se la risposta istituzionale è arrivata con la legge 38 del 2010 (Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore), è altrettanto noto che permangono difficoltà applicative che hanno accentuato le disparità territoriali.  

“Alcuni passi decisivi in avanti sono stati compiuti a 13 anni dall’approvazione della legge per la diffusione delle cure palliative, ma – evidenzia Morgante – come recentemente rilevato dal rapporto ‘Time for Better Care at the End of Life’ che ha fotografato la situazione in molti Paesi aderenti all’Ocse, l’accesso tempestivo ad adeguate cure di fine vita per alleviare i sintomi per le persone in fase terminale è inferiore al 40%, percentuale che in Italia scende intorno al 35%, anche se il nostro Paese ha recentemente implementato un modello di identificazione precoce dei pazienti con bisogni di cure palliative attraverso l’integrazione tra cure primarie e cure palliative domiciliari”.  

La Fondazione Gigi Ghirotti ha istituito un Osservatorio volontario di monitoraggio delle cure palliative e della terapia del dolore, “per dar voce ai cittadini affetti da dolore acuto o cronico o che accedono alle cure palliative, per contribuire al miglioramento dell’accessibilità e della soddisfazione di chi fruisce di terapie e servizi. Gli esiti delle rilevazioni periodicamente condotte – rimarca l’onlus – confermano le persistenti disomogeneità territoriali che generano inaccettabili disuguaglianze. Dalla difficoltà di accedere ai centri accreditati Ssn per i servizi di terapia del dolore, specie al Centro-Sud, alle liste di attesa connesse alla presa in carico o a prestazioni diagnostiche funzionali a patologie oncologiche: un’odissea per molte persone, costrette spesso a rivolgersi a strutture private o a migrare in altre regioni con costi economici insostenibili. Sfide cruciali per la vita di tante persone”.  

Infine la Fondazione “esprime forte preoccupazione per il fenomeno sociale sempre più allarmante della rinuncia alle prestazioni sanitarie, come confermato da una recente rilevazione Istat, che ha calcolato la percentuale di persone costrette a rinunciare alle cure per problemi economici o legati alla difficoltà di accesso al servizio: la media nazionale è salita all’11%, con alcune regioni che superano la soglia del 13%”. 

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