Scienza & Salute: ‘A tutta birra… se sai cosa e quanto bevi’

(Adnkronos) – È la birra, bevanda amata e bevuta da giovani e adulti, uomini e donne, la protagonista dell’odierna puntata de ‘Il Gusto della Salute’, la rubrica online ideata e coordinata dall’immunologo Mauro Minelli, docente di dietetica e nutrizione umana presso l’Università LUM di Bari, in collaborazione con Adnkronos. 

“È un processo assolutamente naturale quello che porta alla produzione della birra – spiega il mastro birraio Francesco Mariuccia – L’obiettivo è quello di produrre un mosto partendo da materia prima selezionata di tipo cerealicolo. Il segreto di una buona birra artigianale è quello di non prevedere passaggi di pastorizzazione e microfiltrazione, così consentendo al prodotto di qualità di mantenere inalterate tutte le sue proprietà organolettiche”. Il giornalista Marco Renna, esperto di cultura popolare, ricorda che “la produzione della birra si fa risalire alle civiltà mesopotamiche, estendendosi poi ai cinque continenti nel corso dei secoli. La birra è fortemente legata al mito della frontiera americana, perché i pionieri che parteciparono verso la fine dell’800 alla corsa per la terra in Oklahoma, portarono sui loro carri grandi quantità di birra che servirono, poi, per festeggiare al termine del lungo viaggio in territori ostili e sconosciuti. La birra – conclude – divenne così un’insostituibile compagna di avventure”. 

L’analisi nutrizionale è affidata alla biologa nutrizionista Dominga Maio che illustra le caratteristiche essenziali della birra fatta di acqua, lievito, malto d’orzo e luppolo. “Quando la birra non ha tempi di conservazione molto lunghi e quando non è pastorizzata mantiene importanti qualità nutrizionali. Contiene infatti molte proteine, amido, fibre e antiossidanti, oltre a numerose vitamine e sali minerali come magnesio, potassio, ferro, calcio, silicio. Tra le tante ricchezze della birra ci sono i flavonoidi dotati di documentate proprietà antinfiammatorie e antitumorali”. 

L’impatto clinico è competenza dell’immunologo Mauro Minelli. “La capacità della birra di contrastare, grazie al suo contenuto in acido folico e altre vitamine del gruppo B, gli effetti negativi dell’omocisteina, una sostanza capace di danneggiare i vasi sanguigni, e anche quella di rallentare il declino del colesterolo ‘buono’, svolgendo una funzione di prevenzione dei rischi cardiovascolari, a patto che la si consumi in quantitativi adeguati”.  

In ragione del suo contenuto in acido nicotinico e lattoflavina, la birra è certamente alleata del sonno e svolge un’efficace azione diuretica, così contrastando la formazione di calcoli renali. “Occorre ribadire, però, che esistono dei quantitativi ottimali di consumo della birra che variano in base all’età e al sesso: i maschi riescono a smaltire prima e più facilmente l’etanolo, ragion per cui non valgono le stesse regole per entrambi i sessi – ricorda Minelli – In più va sfatato il mito che la birra serva a produrre latte nelle mamme: ciò non solo non è supportato da riscontri scientifici, ma contrasta con il dato acquisito che l’alcol non fa mai bene alla gravidanza e, men che meno, all’allattamento. L’alcol etilico, infatti, non è mai un alleato della salute, – ricorda l’immunologo, ragion per cui la birra non va bevuta ogni giorno e in grandi quantità, essa infatti sortisce effetti irritanti nei confronti dello stomaco e dell’intestino portando talvolta alla comparsa di diarrea con conseguenti squilibri idro-elettrolitici, per cui se ne sconsiglia il consumo da parte degli sportivi e nelle persone anziane. 

“Infine la birra, va precisato, fa ingrassare per via del suo apporto calorico che rimane tutto sommato piuttosto limitato, ma in ragione della presenza di alcol etilico che può spingere un’eccessiva produzione di insulina, a sua volta capace di indurre un progressivo incremento ponderale. Occhio quindi alle quantità, tutto può fare bene, ma tutto può anche nuocere non poco alla salute”, conclude Minelli.  

(Adnkronos)