Sesso: l’indagine, tra i 17 e 18 anni l’età della prima volta

(Adnkronos) – Cresce l’età del primo rapporto sessuale: il 38,7% dei giovani dichiara di averlo avuto tra i 17 e i 18 anni – un aumento rispetto al 2022, quando la fascia preponderante era 15-16 anni – ma c’è anche chi riferisce di aver avuto la sua prima esperienza prima dei 13 anni (11,6%), in crescita del 4,1% rispetto all’anno scorso. Meno di un giovane su due (43,4%) utilizza sempre il preservativo, dato che appare ancora più preoccupante se confrontato con i risultati passati, evidenziando una costante decrescita dal 57% del 2019. La fascia 11-13 anni è quella che preoccupa di più, con un 55,6% che dichiara di non utilizzare nessun metodo contraccettivo.  

E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio ‘Giovani e sessualità’ di Durex in collaborazione con Skuola.net, giunto nel 2023 alla sua sesta edizione, che rispecchia una realtà sempre più complessa – si legge in una nota –  che rende evidente un approccio dei giovani molto spesso inconsapevole ai temi della sessualità e affettività, basato su conoscenze a volte errate e su informazioni confuse che determinano comportamenti a rischio per se stessi e per gli altri. Cresce però la richiesta di programmi di educazione alla sessualità. Alla ricerca, realizzata con il supporto di EbiCo – una cooperativa sociale Onlus riconosciuta come spin-off accademico dell’Università di Firenze – hanno aderito nel 2023 più di 15mila giovani tra gli 11 e i 24 anni.  

Parlando di contraccezione, il 62,5% degli intervistati dichiara di affidarsi al coito interrotto e oltre il 39,3% (+3,6% rispetto al 2022) lo definisce erroneamente come un metodo efficace contro gravidanze indesiderate o infezioni sessualmente trasmesse, con le percentuali più elevate tra i giovanissimi nella fascia 11-13 anni. La consapevolezza in merito all’inefficacia del coito interrotto sembra infatti crescere con l’età, sebbene questo non sia un deterrente al suo utilizzo. La situazione è poi ulteriormente aggravata – prosegue la nota – dallo scarso confronto e dialogo, a scuola e in famiglia. I giovani, infatti, non sembrano sentirsi a loro agio nell’affrontare questa tematica a casa: il 45,3% va su Internet per chiarire i dubbi in ambito affettivo e sessuale e tra questi la maggior parte lo fa per l’imbarazzo di chiedere a qualcuno (31,6%) e perché non sa a chi rivolgersi (12,8%), con il rischio di esporsi a fake news, informazioni sbagliate e fuorvianti.  

Solo il 9,3% si rivolge ai genitori – con percentuali in calo negli ultimi 3 anni – il 5,9% al medico, il 12% chiede aiuto agli amici oppure, semplicemente, non chiede a nessuno di chiarire dubbi su questioni sessuali, con la percentuale di questi ultimi che sale notevolmente al 20,3% nella fascia dei più giovani tra gli 11 e i 13 anni. Le motivazioni di questo silenzio e chiusura risiedono nell’imbarazzo e nella vergogna che i giovani affermano di provare nel chiedere o nel parlare con qualcuno di questi temi, oltre che nella mancanza – culturalmente tipica del nostro Paese – in termini di educazione e comunicazione su queste tematiche. A tale proposito, il 93,7% degli intervistati ritiene che l’educazione alla sessualità e all’affettività dovrebbe essere offerta come materia nel curriculum scolastico.  

Alla luce di questi dati e dei recenti fatti di cronaca, Durex, leader nel mercato del benessere sessuale – continua la nota – punta a raggiungere 23mila studenti lombardi, sostenendo il programma di educazione affettiva e sessuale ‘A luci accese’, organizzato dall’associazione Ala Milano Onlus e patrocinato dal Comune di Milano. L’iniziativa ha il duplice obiettivo di porre le basi per rapporti ‘sani’, fondati su rispetto, consenso e conoscenza di se stessi, e di fornire informazioni chiare e corrette rispetto alla sfera della sessualità, sviluppando nuova consapevolezza relativa alle infezioni sessualmente trasmissibili e alla prevenzione, in particolare nei benefici dell’utilizzo del preservativo.  

Ciascuna delle scuole aderenti avrà accesso a laboratori di educazione affettiva e sessuale, conferenze e incontri con esperti, docenti, genitori e personale scolastico, con momenti dedicati al feedback e alla restituzione al termine delle attività e con la somministrazione di un questionario pre e post interventi, al fine di valutare le conoscenze acquisite e il gradimento rispetto alle tematiche trattate. In queste occasioni – conclude la nota – saranno inoltre proposte attività interattive (giochi, quiz, role playing, dibattiti, etc.) e momenti di riflessione e condivisione in piccoli e grandi gruppi, oltre a garantire uno spazio di ascolto non giudicante che faciliti l’emersione di domande e vissuti personali. 

(Adnkronos)