Alfredo Cospito, la difesa: “Incostituzionale pena fissa ergastolo”

(Adnkronos) – “È incostituzionale la pena fissa dell’ergastolo perché non consente di parametrare la pena al fatto”. Lo ha detto l’avvocato Flavio Rossi Albertini, difensore dell’anarchico
Alfredo Cospito, in udienza alla Corte Costituzionale, chiamata a esprimersi sulla possibilità di riconoscere le attenuanti di cui potrebbe beneficiare Cospito nel processo sull’attentato del 2006 alla caserma degli Allievi carabinieri di Fossano, nel cuneese. Una questione posta dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino che ha tramesso gli atti alla Consulta. “Il riconoscimento di attenuanti per lieve entità del fatto in relazione al reato di strage per fini politici come contestato ad Alfredo Cospito porterebbe a un vulnus perché potrebbe aprire la strada al riconoscimento della lieve entità anche per altri reati di pericolo astratto, come l’associazione mafiosa”, quanto invece affermato dall’avvocato dello Stato, Paola Zerman, che con il collega Ettore Figliolia ha rappresentato la presidenza del Consiglio dei Ministri all’udienza. 

“L’equivoco di fondo è che laddove non ci siano morti il fatto sia considerato di lieve entità, ma l’articolo 285 punisce chiunque contro la sicurezza dello Stato compia attentati – ha aggiunto l’avvocato dello Stato – Si può cambiare la politica ma sempre in modo democratico. L’anarchico è colui che non agisce mai isolato perché dietro c’è l’ideologia. L’anarchico ritiene che la violenza possa vincere”, ha concluso.  

“PERSA CAPACITA’ DI DEAMBULARE, PERSI 50 CHILI” – “Domani lo vedrò e spero di conoscere per allora la decisione della Consulta così da poter fare un colloquio orientato anche alla comprensione di che cosa fare ora”, ha detto l’avvocato Flavio Rossi Albertini dopo l’udienza. “Non si alimenta come fanno le persone, con pasta, pesce e carne, da 180 giorni – ha aggiunto-. Non avremmo mai pensato che sarebbe giunto vivo al 18 aprile. Ma ha perso la capacità di deambulare e 50 chili di peso”.  

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