Blue Monday, da Banfi a Cristina D’Avena ecco il giorno più triste dell’anno vip

(Adnkronos) – “Non sono meteoropatica e non credo all’oroscopo, figuriamoci al blue monday. La tristezza non dipende da un giorno e non può essere istituzionalizzata”. Vladimir Luxuria, in pieno allineamento con la sua personalità originale e controcorrente, commenta così all’Adnkronos il giorno più triste dell’anno, il cosiddetto ‘Blue Monday’, che corrisponde al terzo lunedì di gennaio e quest’anno cade domani, lunedì il 15 gennaio. Luxuria, dunque, non si fa prendere dal panico e non si prepara in alcun modo ad affrontare il lunedì nero. “Il giorno più triste è quando si ricevono brutte notizie e magari si potesse prevedere. Così sarebbe facile: basterebbe dormire per 24 ore”, spiega. 

Sono tantissimi i ‘vip’ che sfatano questo ‘mito’ suggerito dagli esperti, e non si fanno prendere dalla tristezza. Ne abbiamo sentiti diversi, e la linea sembra essere quella. “A gennaio sono sempre di buon umore”, spiega Barbara Palombelli. “Vado in controtendenza. Adoro gennaio e febbraio perché a Roma sono i mesi senza traffico, senza caos e quindi io sono sempre di buon umore”, afferma la conduttrice televisiva che in questo periodo dell’anno confida di riscoprire la propria città. “Non amo tanto il periodo delle feste e, quindi, quando finalmente la Befana porta via tutto io respiro, godo, vado al parco, vado nei negozi, ci sono i saldi. E’ tutto tranquillo e Roma diventa meravigliosa”. 

“Il giorno più triste dell’anno? Ma quando mai! Per me non è così. E’ vero che in questo momento ci sono molte cose tristi intorno a noi, ma se iniziamo l’anno così, dove andiamo a finire? Almeno all’inizio, bisogna essere positivi, altro che blue monday”, dice all’Adnkronos Lino Banfi. “Quando si comincia un anno -sottolinea Banfi- bisogna essere positivi anche se si attraversano dei guai. Poi si aggiusta il tiro, e si corregge la rotta. Ma all’inizio, bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno. Il 2024 tra l’altro penso che sarà un anno particolarmente buono, visto che compio 87 anni. Io la chiamo la ‘Banfi Generation'”, scherza il popolare attore pugliese. 

Iva Zanicchi, una donna solare ma che spesso ha cantato i sentimenti della tristezza e della malinconia, sul Blue Monday ha la sua idea: “Ho affrontato diverse volte nei miei brani temi molto forti e al tempo stesso molto tristi, penso a ‘La riva bianca, la riva nera’ sul dramma della morte in guerra; o all’album ‘Shalom’ che raccoglieva canzoni ebraiche, antiche e moderne, molto malinconiche come ‘Exodus’ – ricorda intervistata dall’AdnKronos – Forse la mia stessa voce si prestava a cantare il dramma. Del resto, anche il gospel, che io amo, affonda comunque le sue radici più profonde nella tristezza e nella malinconia, come anche il blues”. 

Per la celebre ‘Aquila di Ligonchio’, comunque, “l’mportante è lasciare questi momenti dentro casa, nel proprio intimo; e quando invece si esce fuori metterseli alle spalle e divertirsi, anche in maniera esagerata!”. Ma cosa farà, come passerà il lunedì del ‘Blue Monday’? “Me ne starò a casa, ad ascoltare musica classica, magari metterò un disco della Callas, che adoro e mi regala vibrazioni uniche…”. 

Alla giornata più triste dell’anno “mi preparo con tanti sorrisi”, risponde inequivocabilmente Cristina D’Avena: l’interprete di sigle iconiche come Mila e Shiro, Occhi di gatto e tante altre fa sapere che non si lascia mai scoraggiare. “Ad essere sincera, io non ci credo. Sono una persona estremamente positiva, che sorride alla vita, una persona con tanta voglia di vivere. Credo quindi che bisognerebbe dare a questa giornata particolare una svolta completamente diversa, affrontandola in maniera positiva non triste ma allegra, una giornata frizzante. E con tanti sorrisi” conclude. Il terzo lunedì dell’anno non è vissuto benissimo da Massimo Boldi. Interpellato dall’Adnkronos, il popolare attore milanese ha però un motivo tutto suo per odiare il ‘blue monday’: “Ogni anno, a gennaio, mi girano i cogl… perché ho un anno in più!”, scherza. (interviste di Ilaria Floris, Loredana Errico ed Enzo Bonaiuto) 

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