In Senato come alla Camera, presepe stile ‘700 dello stesso artista (ma La Russa non lo compra)

(Adnkronos) – Al Senato un presepe stile ‘700 messo a disposizione a titolo gratuito, alla Camera invece è stato venduto. Ma l’artista è lo stesso, Alfonso Pepe, che realizza le sue natività da maestro della tradizione campana, noto anche al Quirinale e in Vaticano, dove le sue opere sono state esposte e apprezzate. L’iniziativa per portare un presepe a Palazzo Madama arriva dall’alto, quest’anno infatti è stato il presidente Ignazio La Russa a volerne uno anche a Palazzo Madama, a differenza degli scorsi anni quando la rappresentazione della scena della nascita del Cristo era collocata a Palazzo Giustiniani, sede di ‘rappresentanza’ del Senato.  

“Il Natale è una festa religiosa, non va dimenticato, fa parte della nostra cultura, del nostro modo di essere, il 25 dicembre dobbiamo ricordarci di essere figli di una comune storia, con i valori del cristianesimo”, ha detto ieri mattina La Russa, nel corso del brindisi con i dipendenti del Senato, accorsi nel cortile d’onore del Senato. “I valori del cristianesimo sono validi anche per i non credenti – ha ricordato la seconda carica dello Stato – siamo tutti figli di questa storia e di questa cultura”. 

Da qualche giorno l’opera di Pepe, la sua natività, fa bella mostra nel salone Garibaldi, il Transatlantico di Palazzo Madama, poco distante dall’albero di Natale che accoglie senatori e giornalisti che transitano verso l’Aula e alla buvette. A occuparsi del presepe è stato il questore di Fdi, Gaetano Nastri, che ha curato l’intesa con Pepe. Presepista di fama a cui è stato chiesto un prestito, con l’opera in legno e dipinta a mano, che alla fine delle festività tornerà in suo possesso, a Pagani, nel Salernitano. Una consuetudine, quella del prestito o della donazione del Senato, da parte di enti o privati, che quest’anno i colleghi questori della Camera hanno invece modificato, il presepe di Montecitorio infatti è stato acquistato (4mila euro) e farà bella mostra alla Camera anche negli anni avvenire. Con la stessa ‘firma’. 

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